EverythingUalways wanted2know bout Ra'..
..but were afraid 2 ask
sono stanca e ho ritrovato un po' di innocenza neanche il tempo di scrivere quaggiù che la fottuta paura ha lasciato il posto a un vuoto incolmabile. ho affrontato il momento tanto atteso ma ancora non basta, ancora non è finita del tutto. maledizione Io sono ciò che Tu vuoi che Io sia
stanchissimissima
mai stati giorni così pesanti
non ho quasi tempo per me stessa
per fermarmi, riflettere, essere felice o triste, dannarmi o ridere alla vita
non ho tempo
oggi sono tornata per cena, c'era il mio fratellino ad aspettarmi, lui che rimane sempre il mio fratellino rompipalle con i suoi unmetroequasinovanta e i suoi quasidiciottoannichenonsidirebbero masottosottocazzoancheluistamaturando, lui, così dolce in fondo, che mi ha preparato un bagno caldissimo in cui sono scivolata spogliandomi lentamente dei mali della giornata, dei crucci, dei fastidi, delle smorfie, delle noie quotidiane
fottuta paura che mi attanaglia
eh lo so.
ma non resistevo.
la cucina non era male, felafel e couscous, spiedini e insalate con salse aromatiche e piccanti, gli odori e i sapori di casa, la musica forte, trascinante, coinvolgente, i drappeggi e i pouff in mezzo a una tenda come fossimo nel deserto...
e vai, mi sono alzata e ho ballato. non appena la danzatrice mi ha presa per mano, non ho saputo resistere. adoro la danza del ventre.
solo dieci minuti dopo ho realizzato che tutti gli occhi del ristorante erano puntati su di me. dio che vergogna.
sono scappata subito. ma mi sono pentita l'istante dopo. per tutta la notte non mi si è levata di dosso la voglia pazzesca di ancheggiare al ritmo di tabla...

arte grafica che riproduce la scritta araba "Allah"
ricordo che si legge da dx a sx
stamattina ero in centro, al palalido o come cavolo si chiama, quello in zona lotto, dove ogni anno i musulmani di milano celebrano la fine del ramadan con una preghiera collettiva. ho un sacco di ricordi legati a questo giorno, soprattutto di quand'ero più piccola. la mattina del primo giorno dopo il ramadan era bellissimo, ci si alzava presto ed era un piacere riprendere a fare la solita colazione che da un mese mancava, poi c'erano i dolci fatti in casa della ricorrenza ("kahk el Aid"), quelli che mamma assieme alle zie preparava nei giorni precedenti, i biscottoni con ripieno di datteri o malban, con un sacco di zucchero a velo sopra, e quelli friabili al cioccolato, con o senza noccioline, buonissimi... e poi ci si vestiva coll'abito nuovo e si portava dietro il velo (perché io non lo porto, ma nella preghiera o entrando in un luogo sacro lo si indossa sempre) e un tappetino su cui pregare. era bello perché era una di quelle poche mattine in cui si era tutti assieme, papà non andava al lavoro, la scuola la si bigiava ufficialmente e allegramente (perché non è festività riconosciuta giustamente), insomma per una mattina si faceva colazione assieme e non ci si disperdeva ciascuno per la propria giornata. a quel punto mamma faceva un po' di casino, perché si era sempre e comunque in ritardo (non ho mai capito il perché...), allora si scendeva velocemente e si andava in piazza maciachini, o al palalido, o ovunque ci fosse un ampio spiazzo che il comune di milano concedeva in prestito ai musulmani dove poter eseguire la preghiera collettiva.
che aria di festa. erano tutti allegri, gli zii ci regalavano i soldini e puntualmente si andava a pranzo tutti fuori. e il momento della preghiera era magico. donne da una parte, uomini dall'altra, era curioso osservare cosa produceva questa divisione forzata... era bello vedere le donne entrare nell'area femminile, salutarsi calorosamente, pregare tutte assieme dietro la guida dell'Imam in area maschile, e poi uscire e incontrarsi a metà con gli uomini. la cosa più bella il giorno dell'Aid è l'incontro. Impossibile che mio padre non beccasse un vecchio amico egiziano dei tempi del '70, o mia madre una delle sue amiche del centro, persino io facevo i miei grandi incontri là!! c'era anche quel ragazzino che mi piaceva tanto e che aspettavo puntualmente di vedere una volta l'anno...che ridere :) . e poi c'erano gli amici delle scuole arabe che avevo conosciuto da piccola al centro islamico e che ormai non frequentavo più (per via della distanza, abitando in provincia, e del poco tempo libero per poter continuare gli studi di lingua araba..). praticamente dopo la preghiera si sostava almeno un paio d'ore parlocchiando, facendosi gli auguri, comprando libri, bevande e cibarie orientali, tappetini o veli per le donne e tutto ciò che poteva servire a un musulmano in un'occasione del genere...
E poi c'erano i giornalisti. i fotografi. o ancora meglio le fotografe camuffate da donne arabe col velo che si intrufolavano dappertutto. belle, con i loro occhi chiari, i jeans stretti e i veli improvvisati. buffe ma belle. insomma la stampa, quella che poi ti mandava in onda sul tg la sera stessa, con mille commenti su quanti eravamo, su quello che facevamo, su come festeggiavamo...ed era strano rivedere quella folla alla tv, era piacevole vedere così tanta gente riunita da qualcosa di immensamente grande come la fede. e poi finalmente un'occasione di vedere altri musulmani, perché a scuola non mi accadeva, e per una volta riuniti in un enorme prato (perché il ramadan anni fa capitava di primavera..) a pregare assieme lo stesso Dio.
anche oggi era così. ma ho una consapevolezza diversa. è incredibile quanti siano oggi i musulmani di milano, svariate razze e colori, dall'africano all'albanese, dall'indiano al marocchino. persino qualche italiano. mi sono sempre chiesta perché non potessimo incontrarci tutti quanti in una grande e spaziosa moschea, tappezzata a dovere (per non doversi portare sempre dietro quei tappetini..), con un enorme spiazzo all'esterno dove potersi radunare magari. le moschee sono belle, anche esteticamente, non rovinerebbero milano. e non c'è nulla da aver paura, una moschea è semplicemente un luogo di culto. ne ho bisogno. mi manca un posto così. non posso mica andare in egitto ogni venerdì! sì, c'è una minuscola moschea a milano2, ma è lontana e conterrà al massimo un centinaio di persone... perché non danno la possibilità ai musulmani più moderati di costruirsene una in un posto qualsiasi della città? non troppo inculato magari, di certo mica in zone centrali o troppo importanti per la comunità italiana milanese, ma soltanto una qualunque zona ragionevolmente raggiungibile...
ad alessandria d'egitto a due passi da casa mia c'è una via che amo percorrere. ci sono due edifici enormi in questa via, e sono entrambi bellissimi. si affacciano uno di fronte all'altro, e a pochi metri il mare. la gente s'incontra a metà fra i due. si saluta, si abbraccia, si scambia qualche confidenza, poi si divide. chi entra da una parte, e chi dall'altra.
sono una chiesa e una moschea. entrambe splendide, entrambe gloriose. entrambe indispensabili. una di fronte all'altra. in un armonioso incontro.



spiato *loading* volte