EverythingUalways wanted2know bout Ra'..
..but were afraid 2 ask
sto iniziando a pensare a quella lista
ma sì, la lista infinitamente lunga di cose da fare per l'anno nuovo
quella che non rispetto mai,
che mi serve solo per scandire il tempo,
ma non mi viene in mente nulla
certo, a parte leggere quel miliardo di libri che mi piacerebbe conservare poi nella testa e non dimenticarmi come faccio subito, incontrare le persone che non riesco mai a vedere, fare i milioni di viaggi che mi farebbero sentire più viva, realizzarmi nelle più svariate maniere esistenti...
ma a parte questo, cosa voglio?
come mi vorrei?
non lo so. forse più grande, più indipendente, più menefreghista, più cattiva. poi mi vorrei più paziente, più cauta, ma anche più istintiva e più audace. più fortunata e più bella. più sciocca ogni tanto e più indifferente.
e poi vorrei meno pare. meno sfighe. meno uomini intorno ma più amore. meno stronzate. meno verità pungenti. meno fatica e meno bugie. meno paure. meno costrizioni. vorrei sentirmi meno grande ogni tanto.
in ogni caso questa volta non sarà facile cancellare questi dodici mesi, perché è l'anno in cui qualcosa dentro di me è cambiato. le differenze che la gente vede da fuori, il mio modo di fare, di comportarmi, il mio atteggiamento in generale, dipendono da qualche incognito meccanismo interiore, perché è lì che si fanno i giochi. forse inconsciamente. o forse spinti da una volontà intrinseca che ha deciso di far capolino nel bel mezzo dei miei anonimissimi ventidue anni di età.
e ora come vado avanti, non lo so. presa una direzione non si torna indietro. e quindi mi tocca correre, correre finché non sbatterò nuovamente in qualcosa che magari mi costringerà a guardarmi dentro di nuovo, e a rispostare qualche tassello... e ricominciare i giochi... e daccapo rimodificarsi... ma a dove porta questo eterno pellegrinaggio??
Buon Anno 
che cazzona che sono
"due biglietti per favore. ehm, guardi che sono studentessa ma ho dimenticato la tessera."
"..."
"sì, anche l'altra volta sono venuta, ma logicamente non si ricorderà di me, m'immagino, si figuri.. comunque siam due studentesse, si vede no??" - e sfoggio un falsissimo sorriso colgate.
"si, beh, io mica mi ricordo di tutte le facce! comunque mi spiace, per usufruire dello sconto bisogna esibire la tessera"
"questo l'avevo capito, ma le ripeto che l'ho dimenticata. comunque vengo spesso, l'ultima volta ero qui e sono entrata con lo sconto, quindi
la prossima volta vedrò di non dimenticarla" e metto i soldi sul banco, ovviamente solo il necessario per i due biglietti scontati.
"..." - l'ebete guarda i soldi. si ferma un momento. non sa che cazzo fare. si gira verso lo stronzo con gli occhiali più schifosi del mondo che sembra essere il responsabile della situazione, e gli chiede sottovoce "cosa faccio?" e lo stronzo: "stacca due biglietti interi".
l'ebete si gira verso di me alzando le spallucce e fa per staccare i biglietti mormorando uno squallido mi-spiace.
non so esattamente perché sto male. non so esattamente quando e come e perché. so solo che sto. so solo che ci sono troppe ragioni e a
volte neanche una, che ogni tanto mi crogiolo nella sofferenza perché il dolore mi fa SENTIRE, ma che dovrei sentirmi fortunata ogni tanto
per quello che ho e che non mi basta mai.
guardo fissa l'ebete, e lancio uno sguardo schifato allo stronzo, poi allungo la mano e mi riprendo i soldi.
"no, se li tenga i suoi biglietti, non mi servono più".
ho mollato lì le altre e me ne sono andata via, cercando di repararmi dal freddo gelido, tornandomene a casa sola soletta e buttandomi
addosso il male di questi giorni, piangendo, dopo tanto tempo che non lo facevo, per sentirmi viva, per sentire tutto direttamente sulla pelle,
per cercare di capire cos'è che non va.
neanche parigi c'è riuscita. la senna, notre-dame, l'olympia, le baguettes, le crepes al quartiere latino, i grattacieli della defense, la vista dai trecento metri più famosi della città, nemmeno i sette del collegio che ho adorato in quei giorni splendidi, niente è riuscito a grattarmi via quell'ombra invisibile che ormai fa parte di me, quel non-benessere (perché malessere non è) consapevole che sento
però cazzolina, che figa sarei stata se le avessi risposto:
"si tenga i suoi fottuti biglietti e si fotta assieme a loro"
Paris, sto arrivando....:)
ci vediamo tra una settimana. baci baci
p.s. e prometto che poi rispondo a tutti bene bene...

Nike di Samotracia - Louvre



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