EverythingUalways wanted2know bout Ra'..
..but were afraid 2 ask
e in fondo..che altro serve..
quattro grandi amiche, la sara, la carla, la benny e la miticissima marina, mia sorella, il caffé e una torta gelato, e poi tanti argomenti, la storia, l'uni, l'amore, le vacanze, miss italia, gli uomini, il razzismo, la sinistra, la politica, il sesso, i sogni...
bellissima vigilia di primo giorno di digiuno. ora mangio qualcosa e da domani adempio come vorrebbe il caro cugino alla mia preghiera quotidiana..:)
Ramadan Karim :)
Non so se è più la voglia del post serio, riflessivo, in cui vi racconto qualcosa che in questi giorni mi ha fatto riflettere, oppure se ho voglia del post tragicomico, in cui vi narro dell’ultima colossale energica figura di merda. Già, l’ennesima. Da guinness. Così condenserò entrambi nel lunghissimo post di oggi. Dovete sapere che nel caos di questi giorni, con papà mezzo bendato e noi che ci affaccendiamo tra il negozio e la casa, qui da noi è venuto a trovarci pure un parente. Anzi. Diciamola tutta. Uno scassacoglioni di cugino. Ora, non che sia prevenuta. Anzi, d’estate, quando ci toccava la solita visita annuale alla famiglia di questo caro vecchio cugino di mio padre, rimanevo sempre molto colpita dall’estrema educazione e dai modi raffinati sia suoi che dell’intero nucleo familiare (ha tre splendide figlie, e una moglie intelligente e devota). Ma quando una persona intimamente sconosciuta si intrufola nel tuo nido, vivendoci più giorni, tra l’altro senza preavviso, beh, le cose cambiano. Scopri dei particolari che decorano in maniera pittoresca il quadro che ti eri fatta della tal persona. Quello che non sopporto di certi bigotti (ché i bigotti mica esistono solo tra i cattolici, anzi..) è questo loro modo di giudicare, di dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato, di farti notare le tue mancanze, di cercare di correggerti, di darti esempio…-sì, parlo del cugino evidentemente..- ecco, da un lato è apprezzabile il loro sforzo, ma dall’altro mi danno un fastidio tremendo, quasi che vogliano dirti: “Io sono più pulito di te. Io sono più bravo.”. Ad esempio, l’altro giorno gli portavo la solita ghiottosissima colazione in camera che ormai gli preparavo amorevolmente da giorni, quando il ficcanaso si è permesso di chiedermi se adempisco alla mia preghiera quotidiana. Ma chi è, mia madre?? E poi, perdinci, sono cavoli miei, è una cosa che riguarda Me. L’ha chiesto quasi indagando, mettendomi in estremo imbarazzo. Io gli avrei lanciato addosso il caffelatte! E il problema peggiore è che mi adora! E non perde occasione di dirmelo. Io invece non lo posso sopportare! E’ una cosa dalla quale mi guardo, questo fanatismo nel predicare, nel pretendere di insegnare agli altri. C’è un modo, di sentire la fede e di contagiare i poco praticanti, che è discreto, lieve, quasi profuma tanto è bello sentirlo da fuori, che è il modo che usava una cara amica di mia madre le volte in cui veniva a farci visita, Tante Hanan. L’adoravo. Con quel hijab dalle tinte tenui che le copriva i capelli, la fronte ampia e il viso pulito, un’espressione pacata e timidamente allegra..mi sembrava davvero pura dentro. E non mi spaventava il suo modo di parlare di Dio, della fede, del giusto o dello sbagliato. Questo cugino antipatico invece mi ha fatto venire in mente tutte quelle parole strane…presente quei vocaboli… sì insomma, tipo Timorato di Dio. Ecco a cosa lo associavo. Quell’espressione che si legge nei libri ma che poi con gli occhi oggigiorno non vedi quasi mai. Dov’è che lo vedi oggi un Timorato di Dio??? Lo leggi solo nei libri sacri, il Timorato di Dio… oggi al massimo in giro vedi il Timorato degli Sbirri, o il Timorato del Professore, il Timorato della Mamma…ma dov’è che invece te lo vedi, il Timorato di Dio?? Non esiste più! Ma neanche nei film! Ecco, il vecchio cugino, più che timorato, si caga letteralmente sotto. Che ridere se potesse leggere queste parole…ah ah ah!! Altro che “adorata figliola”, “diligente e rispettosa”, “dolce e simpatica”... ah ah ah!! Quello mi fa mettere al rogo come una stregaccia! Ma in realtà lo rispetto per quello che è. No, in realtà sono Combattuta dentro. Non so se ammirarlo per l’estrema devozione che io non riuscirò mai ad avere, o denigrarlo perché forse è l’unica cosa che gli riesce bene, mostrarsi così timoroso. Spero di non stare bestemmiando. Io in Dio ci credo eccome, ma non così. A modo mio. Non ho bisogno di mostrare al mondo quanto sono brava a crederci, o come evito le fiamme dell’inferno guadagnando i punti delle brioche Ferrero… Insomma, io questo modo di fare di certi fissati lo metto in discussione. Devo essere onesta. L’ho preso con le pinze, questo cugino. E per non offendere la sua sensibilità, non gli ho nemmeno detto come la pensavo veramente su certe cose. Avrei potuto dargli una scrollata, dirgli: “Ehi, ma dove sei stato negli ultimi quarant’anni?”. Fargli capire che nascere in Occidente e coniugare le tradizioni, la fede, con un’apertura e una tolleranza ormai insita in noi -noi parte di questa seconda generazione di “traslocati” che non è né carne né pesce- è ormai divenuta cosa automatica, beh, ecco, farglielo capire forse lo avrebbe turbato. Secondo me, con certa gente, è proprio inutile tentarci. Ok. Questa era la parte seria, ci ho pensato tutta la mattina, dopo che il vecchio cugino se n’è andato fuori dai c…e pensare che stamattina mi ha regalato un libro di cultura religiosa molto bello…l’ho apprezzato. E mi è venuta una voglia pazza di ascoltarmi un brano di corano recitato a voce, di solito i primi istanti mi danno subito un senso di pelle d’oca, non so come dirlo ma mi fa sempre quell’effetto…per un musulmano è così, è un po’ come se non ti entrasse solo dalle orecchie, la voce recitata, ma un po’ dappertutto.. ti penetra, ed è una bella sensazione. E durante il Ramadan (tra pochi giorni) è ancora più bello, soprattutto sentirlo gli istanti prima della rottura del digiuno, lo rende completo… Certo è che con l’alba d’egitto, con i rumori dei passanti lungo il mare di alessandria, e poi quel senso di africa che ti avvolge, il recitare del muezzin ha un altro sapore… "Il Libro di Allah contiene notizie di cio' che avvenne prima di voi e di cio' che avverra' dopo di voi. Contiene, altresi, il giudizio di cio' che accade in mezzo a voi. Allah mandera' in perdizione l'arrogante che l' abbandona e colui che cerca altrove la sua guida sara' fuorviato da Allah. Esso e' la fune di salvezza lanciata da Allah, e' il sapiente ricordo , e' la diritta via. Esso ha il potere di impedire alle passioni di fuorviare l'uomo ed alle lingue di dire falsita' ! Coloro che sanno non riescono mai a saziarsene e la ricorsivita' della sua recitazione non produce tedio. I Ginn, quando lo udirino, non solo non si allontanarono, ma dissero : "Abbiamo udito una recitazione meravigliosa che guida alla verita' ed abbiamo avuto fede in essa". Colui che parla con le sue parole dice la verita' ; colui che in base ad esso prende le sue decisioni, decide con giustizia; colui che agisce in base ad esso sara' ricompensato e chi ad esso invita e' stato guidato su una retta via." La lode appartiene ad Allah, il Signore dei mondi Ok, ora passiamo alla parte del post tragicomica… Questo pomeriggio siamo passati dal medico di famiglia per una ricetta (ovviamente per gli unguenti di papà, che si sta pian piano riprendendo..:). Eravamo seduti fuori, io lui e mia sorella, in attesa del nostro turno. Noi, che eravamo là senza appuntamento. Aspettiamo che entrino le due donne arrivate prima di noi. A un certo punto entra una tizia. La tizia ci chiede se abbiamo fissato l’appuntamento. Le dico di no. Lei, l’appuntamento, ce l’ha alle sei e venti. Guardo l’orologio. Segna le sei e mezza. Si apre la porta. La tizia ci guarda e fa: “allora entro io, vado veloce!” Dire che mio padre mi stava tipo facendo a pezzi con gli occhi, mi speziava e mi metteva in forno a 180 gradi, è dir poco. Nasce la solita discussione. Lui dice che con me così non si può andare avanti. Che faccio di testa mia e che essendo arrivati prima ed essendo lì ormai da quasi un’ora, dovevamo entrare noi. Io dico che no, che se gli altri sono incivili io non farò lo stesso, e che è giusto così dato che noi siam là senza appuntamento. Mentre eravamo nel bel mezzo della nostra discussione, entra Lui. Lui è il-personaggio-ignoto-che-incontro-la-mattina-in-treno-in-uni-in-metro-in-mensa-in-palestra ormai dappertutto persino ora dal-Mio-medico-di-famiglia!!! Ok, non che io li conosca solo così, i ragazzi, che già una volta vi avevo narrato una storia simile. Ma questo è diverso, davvero, questo lo incontro dappertutto!! E poi, sì insomma, l’è proprio un bel fieu! Però no, dal medico di famiglia in sala d’attesa io messa più che incasinata coi capelli raccolti una fascia gli occhiali da sole enormi per nascondermi un paio di jeans la prima tshirt con un trucco che fa ridere i polli, sì insomma la tenuta “tanto non incontro nessuno” quella del “scendo e torno in 5 minuti”, lì in sala d’attesa mentre tento di affermare la mia supremazia su mio padre, io che gli sbraito in italiano lui che mi risponde in arabo, in quella così carina e comica situazione familiare, ecco lì lo incontro. Mi giro candidamente verso randa, giusto un attimo dopo che lui si sia seduto dopo averci squadrato e avermi evidentemente riconosciuta, e le sussurro “ecco, ricordi quel figo dell’uni della stazione di insomma dappertutto? Ecco, è lui” lei mi guarda e fa tipo una faccia della serie “ah ah, aspetta che ti scavo una buca qui sotto!”. Papà non è ancora soddisfatto. Mentre la stronza di mia sorella mi lascia nel mio brodo ed esce a farsi un giro fuori, io continuo l’animatissima discussione familiare su chi governerà il mondo col babbo. Sempre in doppia lingua. Ottimo. Lui ogni tanto ci fissa, sembra prenderci per folli. Beh, ormai la figura di merda l’ho fatta, tanto vale far vedere chi è il più forte tra me e papà! Sferro l’attacco, lui alza la voce mettendomi in ulteriore imbarazzo. Al che si riapre la porta. Entriamo all’appuntamento-non-appuntamento. Sbircio nell’agenda del dottore per vedere come si chiama il signorino mentre lui visita papà e l’unghia incarnita di randa. Ma non riesco a veder bene. Poi usciamo e mentre lui entra dopo di noi sprofondo nella buca scavata poco prima da mia sorella. Ottimo! :D Buona notte
Funziona così. Che uno nasce e deve per forza morire. Come la fallaci oggi. Lei, nella registrazione del tg5 che le ha dedicato un superservizio stasera, diceva che odiava la morte con tutta se stessa, la odiava tanto quanto amava la vita. La vita, lei, la amava con una passione lacerante, la amava davvero tanto. Beh, allora avevamo qualcosa in comune, io e la fallaci.
Ieri mattina e anche l’altro ieri mattina, nella sala d’attesa della clinica zucchi, guardando gli anziani pazienti pensavo che non vorrei mai ritrovarmi al posto loro, che poi, cazzo, ho guardato mio padre che si lamentava per il dolore all’occhio (infezioni di merda, batteri bastardi che ti inseguono ovunque…) e non mi pareva poi così vecchio…o forse è che non mi era mai parso così vecchio fino a quella mattina.
Intorno a noi erano seduti una trentina di ultra-sessantenni con acciacchi vari, la maggior parte fissava il vuoto, o forse semplicemente dormiva con gli occhi aperti.. una donna dai corti capelli bianchi e due stecchini di gambe si muoveva da una parte all’altra della stanza in attesa del suo turno, con in mano un sacchettino pieno di vecchie ricette e di medicinali.. a un certo punto si mette a gracchiare spazientita all’infermiera chiedendole di poter entrare subito dal medico..quella voce rauca uscita fuori all’improvviso mi ha fatto un attimo sussultare…quella potrebbe davvero essere la mia voce fra trent’anni??? O noooooooo..nooo!
Vedere così tanti anziani intorno tutti in una volta sola, e tra l’altro tutti mezzi ammalati, mi ha messo parecchia ansia… già, ho paura di invecchiare. A ventitre anni ho paura di invecchiare!! Ma è possibile? Allora ho pensato che non voglio i capelli bianchi, non voglio diventare una vecchiaccia noiosa, e non voglio un giorno gravare su nessuno! E poi non voglio diventare brutta e vecchia, non voglio le rughe, gli occhi spenti, non voglio zoppicare e non voglio dolori!! Non voglio gli ospedali. Non voglio le medicine, le cure, non voglio smettere di divertirmi, persino di piangere e urlare ma senza la voce gracchiante, non voglio smettere di avere ventitre anni, di VIVERE cazzo.
Ma è così che funziona.
però è bello essere di nuovo qua...la mia scrivania, le mie cose, il solito odore di "casa"...
e poi è bella l'italia. specialmente quando non la vivi per un mese o più. allora ti pare tremendamente bella...
..e l'espresso all'aeroporto tremendamente buono..
..ed è tremendamente buono anche l'odore dei tre chili di guava e mango che mamma si ostina a portare ogni estate con la scusa di farli assaggiare agli amici... in fondo è come avere un po' di egitto nel nostro appartamento, che diventa una piccola oasi, per almeno un mesetto bello e buono, di gusti e aromi importati da laggiù..
ma sto crollando... sono esattamente trentasei ore che non dormo, e domani sarò nuovamente in viaggio, spero di non avere delle borse tremende... no, non domani...
non appena torno voglio rivedervi tutti!!
un abbraccio ai miei cari e alla mia "shella" egiziana, che non capiscono mai un cazzo di quello che scribacchio qua..ma so che mi seguono lo stesso... ad eslam in particolare...:)
ultima grandiosa notte alessandrina...
domani notte in viaggio, e poi nuovamente...
ho come l'impressione che pensiate tutti che sia già in italia...ma ho ancora i piedi sul suolo egiziano! torno tra pochi giorni... e domani rispondo a tutte le mails, promesso.
notte notte :)



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